Chi sono i migliori trader del mondo?

3 11 2016 - Nessun commento
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Chi sono i migliori trader del mondo?

Da sempre, la professione del trader attira su di sé la diffidenza dei comuni mortali. Criticati ed invidiati per i risultati raggiunti, i trader sono nell’occhio del ciclone dalla crisi finanziaria del 2007, in ragione delle ripercussioni che questa ha avuto sull’economia reale. Sono stati versati fiumi di parole sul mestiere di trader, mestiere accusato di essere responsabile di tutti i mali della nostra economia. Occorre tuttavia precisare che il trader è una figura indispensabile per il corretto funzionamento di quest'ultima.

La finanza di mercato si compone di professioni molto complesse. Prima di criticarle, sarebbe opportuno conoscerle. Le critiche gratuite contro gli operatori di questa categoria sono state alimentate principalmente da una scarsa conoscenza.

Tra i difetti della finanza di mercato, a mio parere il maggiore è la remunerazione dei principali trader. I bonus sugli stipendi sono proporzionali ai guadagni mensili e possono pertanto raggiungere cifre stratosferiche spingendo i trader ad assumersi rischi elevati dato che, in fin dei conti, non hanno molto da perdere. Nel peggiore dei casi, saranno licenziati ma potranno pur sempre contare sulle indennità di disoccupazione. Non scordiamoci infatti che i trader nelle banche sono soltanto dei dipendenti, al contrario dei trader che operano per conto proprio e gestiscono il loro denaro.

Lo stipendio annuale medio di un trader è pari a € 297.000; esiste tuttavia un divario enorme tra chi guadagna appena € 30.000 e l’“olimpo” della finanza, ossia quei trader in grado di ottenere bonus da record. Di seguito riportiamo una panoramica dei 12 trader di maggior talento e successo:

Warren Buffet

Warren Buffet: l’oracolo di Omaha

Nato a Omaha da un padre membro del congresso e trader in borsa, Warren si interessa alla finanza e viene introdotto in questo mondo fin dalla giovane età. Studia in seguito all’università della Columbia. Il suo talento nel gestire il patrimonio di familiari e parenti gli permette di conseguire performance straordinarie per l’epoca (+30%). Grazie agli eccellenti risultati raggiunti, Warren Buffet convince altri investitori ad affidargli dei fondi per investire in borsa: nel 1960 gestisce già 7 fondi d’investimento. Nel 1962, dopo una forte valorizzazione dei titoli, riunisce i suoi 7 fondi in Buffet Partnership Limited. Nel 1965, assume il controllo di Berkshire Hathaway che, in seguito, diventerà il suo principale fondo d’investimento. Tra i migliori investimenti di Warren Buffet si annoverano:

  • Dempster: un mulino industriale (1961/1963)
  • American Express(1964/1967)
  • Berkshire Hathaway
  • National Indemnity
  • The Washington Post
  • Nebraska Furniture Mart
  • Coca-cola

La sua strategia è semplice: investe sempre e soltanto in aziende che reputa sottovalutate, con un potenziale elevato sul lungo termine. Inoltre, investe solo in società che conosce perfettamente (evita pertanto le aziende high tech). La strategia basata sul lungo termine non ha sempre dato i suoi frutti, come dimostrano le ingenti perdite sostenute da Buffet nel 1974, 1987 e 2009 (in seguito alla crisi dei mutui subprime iniziata nel 2007). Tuttavia, grazie a investimenti selezionati con cura, riesce a conseguire, sul lungo termine, considerevoli guadagni. Buffet sovraperforma indici quali il Dow Jones o l’S&P 500 da... oltre quarant’anni!

Warren Buffet è considerato il trader di maggiore successo di tutti i tempi.

Il valore totale del suo fondo d’investimento Berkshire Hathaway è pari a 427 miliardi di dollari e il suo patrimonio personale è stimato a 53,5 miliardi di dollari.

George Soros

George Soros: l’uomo che ha ridotto sul lastrico la Banca d’Inghilterra

George Soros è nato a Budapest nel 1930 da padre scrittore. Nel 1947 emigra in Inghilterra per frequentare i corsi di economia alla London School of Economics. Dopo essersi laureato, muove i primi passi come broker nella City, ma opta dopo breve tempo per Wall Street. Il suo intento era “guadagnare denaro a sufficienza per trascorrere il resto della vita a scrivere o fare il filosofo”. Ma il destino aveva in serbo altro per Soros: dopo il successo ottenuto sui mercati americani, lancia un suo fondo d’investimento, il Soros Fund Management. Il tratto distintivo del fondo è speculare sull’esplosione della bolla finanziaria. Scommette contro le azioni giapponesi (ma troppo presto per guadagnare denaro). Nel 1992, in piena recessione dell’Inghilterra, punta 10 miliardi di sterline sul crollo della valuta britannica, esercitando una pressione tale da causare la caduta libera e la conseguente uscita della moneta dal Sistema monetario europeo. Per questo, viene soprannominato “l’uomo che ha ridotto sul lastrico la Banca d’Inghilterra”. Quest’operazione gli consente di guadagnare 1,8 miliardi di dollari. Il suo fondo continua a speculare sul crollo di altre valute, in particolare il franco (questa volta senza successo).

Oggi, il Soros Fund Management gestisce attivi per oltre 28 miliardi di dollari e il patrimonio personale di George Soros si stima a 19,2 miliardi di dollari.

James Simons

James Simons: il matematico della finanza

James Simons è uno dei precursori della matematica finanziaria. Crea nel 1980 un fondo d’investimento che si basa su modelli matematici. Nel 2007, ha inoltre anticipato la crisi dei mutui subprime e assunto posizioni short in vista di un ribasso delle quotazioni. Appassionato di matematica, James Simons continua ancora oggi a devolvere parte dei propri guadagni a facoltà universitarie di matematica.

Il suo patrimonio ammonta a 11,7 miliardi di dollari. Oggi in pensione, ha ceduto le redini del suo hedge fund “renaissance technologies”.

John Paulson

John Paulson: l’uomo che ha previsto la crisi dei mutui subprime

John Paulson è anche soprannominato “il sultano dei subprime” nella classifica stilata da New York monthly news. Ha fondato l’hedge fund Paulson and co. Questo genio del trading ha saputo anticipare la crisi dei mutui subprime del 2007 concludendo, per gran parte dei suoi hedge fund, ingenti vendite allo scoperto. In alcuni casi, è riuscito a moltiplicare il capitale dei fondi fino al 2500%! Grazie a questa manovra, Paulson ha incassato 3 miliardi di dollari nel 2007 e oggi si può permettere il lusso di annoverare Alan Greenspan tra i consulenti di uno dei suoi fondi.

Per quanto John Paulson sia noto per aver saputo anticipare e speculare sul crollo dei mutui subprime, con i suoi fondi investe anche nell’industria e nell’agricoltura (bonus per 3,7 miliardi di dollari nel 2007).

Il suo patrimonio si stima a 11,2 miliardi di dollari e i suoi fondi detengono, nel complesso, attivi in gestione per 35 miliardi di dollari.

Steven Cohen

Steven Cohen: the hedge fund king

Steve Cohen è un trader americano la cui fortuna è associata alla vendita allo scoperto di azioni. Figlio di un sarto e di una professoressa di pianoforte, proviene da una modesta famiglia di Long Island. Di origini giudaiche, farà parte della prima confraternita ebraica degli Stati Uniti, la Zeta Beta Tau. Prima di creare un suo fondo d’investimento con “soltanto” 20 milioni di dollari, fece carriera come broker presso l’azienda Gruntal & co. È anche conosciuto come “il signor 100.000 dollari al giorno”; a tanto ammontavano infatti i suoi guadagni medi in Gruntal & co. L’esito favorevole delle vendite allo scoperto di azioni perseguite dai suoi fondi contribuisce al suo successo e oggi gestisce attivi per 14 miliardi di dollari.

Il suo patrimonio è stimato a 9,3 miliardi di dollari.

Paul Tudor Jones

Paul Tudor Jones: il “Robin Hood” di New York

Paul Tudor ha mosso i primi passi come trader presso E.F Hutton, per poi presentare la propria candidatura per un corso di laurea sulla finanza ad Harvard. Ammesso nella prestigiosa università, cambia idea e decide di formarsi professionalmente sui mercati finanziari. Si specializza nel mercato dei future del cotone. Nel 1980 fonda la Tudor Investment Corporation. L’anno della svolta è il 1987, quando prevede il lunedì nero e assume ingenti posizioni short. Secondo le indiscrezioni, quella settimana ha triplicato il suo capitale.

Oggi, il suo fondo d’investimento gestisce attivi per circa 20 miliardi di dollari e il suo patrimonio personale si stima a 3,6 miliardi di dollari.

Kenneth Griffin

Kenneth C. Griffin

Kenneth Griffin si appassiona alla finanza di mercato durante gli studi ad Harvard. Dal suo studentato gestiva già due fondi d’investimento, di cui uno raccoglieva i risparmi della nonna. Per seguire le quotazioni di borsa, arriva al punto di farsi installare in camera una connessione satellitare. Nel 1989, in virtù degli ottimi risultati conseguiti all’università, viene assunto dal fondo Glenwood Capital, che gli affida 1 milione di dollari. In un anno, il fondo si sarebbe apprezzato del 70%. Nel 1990, Ken Griffin decide di lanciare il suo fondo, Citadel LLC, con “appena” 4,2 milioni di dollari. Questo fondo è stato il primo a cartolarizzare il debito, evento che ha reso Ken Griffin un uomo particolarmente temuto a Wall Street. Come Chris Hohn e Steven Cohen, tiene molto alla sua privacy e le sue apparizioni sui media sono molto sporadiche.

Il suo patrimonio è stimato a 3 miliardi di dollari e il suo fondo Citadel LLC gestisce oggi 14 miliardi di dollari.

Philip Falcone

Philip Falcone: il giocatore di hockey di New York

Ex stella di hockey ai tempi di Harvard, Phil Falcone è uno dei trader di maggior talento della sua epoca; il suo nome figura infatti da 10 anni nella classifica dei 100 trader più performanti del mondo. Questo significa che i suoi risultati sono costanti da un decennio. Alto dirigente presso Barclays, si dimette per lanciare un suo fondo d’investimento con “appena” 25 milioni di dollari. Il successo non tarda ad arrivare tanto che, nel 2007, dopo aver puntato contro i mutui subprime, incassa tra 1,5 e 2 miliardi di dollari. Inoltre, la sua specialità è l'acquisizione  o l'investimentoin aziende in dissesto finanziario.

Il suo patrimonio è stimato a 1,2 miliardi di dollari.

Noam Gottesman

Noam Gottesman è figlio del collezionista di opere d’arte di origine ebraica Dov Gottesman. La sua carriera di trader inizia in Goldman Sachs; lascia in seguito la sua carica per creare GLG Partners con il belga Pierre Lagrange. Si tratta del primo fondo di Wall Street incentrato esclusivamente sulla gestione di fondi speculativi. Numerose sono state le vicissitudini che hanno interessato il fondo; sospettato varie volte di insider trading, è stato sempre prosciolto da tutte le accuse. Il fondo è stato acquisito nel 2010 da the Man Group plc, con proventi per i suoi fondatori pari a 1,6 miliardi di dollari.

Il fondo GLG Partners gestisce oggi 26,2 miliardi di dollari e si stima che il patrimonio di Noam Gottesman sia pari a 1,6 miliardi di dollari.

Alan Howard

Alan Howard è co-fondatore del fondo svizzero Brevan Howard. Particolarmente discreto e geloso della sua vita privata, si hanno poche informazioni sul suo percorso. Si è laureato presso il prestigioso Imperial College London.

Oggi, il suo fondo d’investimento gestisce attivi per circa 26 miliardi di dollari e il suo patrimonio personale si stima a 1,6 miliardi di dolla.

Pierre Lagrange

Pierre Lagrange: il trader belga più ricco

Il belga Pierre Lagrange si è laureato alla Solvay Brussels School of Economics and Management. Muove i primi passi nel mondo del trading presso JP Morgan e Goldman Sachs, per poi lanciare il fondo d’investimento GLG Partners con Noam Gottesman. Da allora risiede a Londra. È passato agli onori delle cronache per il divorzio dalla moglie Catherine Anspach, che dovrebbe essere il più costoso d’Inghilterra (160 milioni di sterline).

Il fondo GLG Partners gestisce oggi 26,2 miliardi di dollari e si stima che il patrimonio di Pierre Lagrange sia pari a 300 milioni di sterline (dopo il divorzio).

Christopher Cooper Hohn

Chris Hohn: il filantropo o la cavalletta (sul mercato tedesco)

Chris Hohn è un gestore di fondi ed un filantropo. Proveniente da una modesta famiglia, si è brillantemente distinto ad Harvard, entrando a far parte dei Baker Scholar, ossia il 5% dei migliori studenti. È uno dei pochi trader di Wall Street a condurre una vita senza sfarzi, che condivide con la moglie Jamie Cooper. Più volte ha criticato aspramente gli stipendi dei trader, che reputa vergognosi. Il suo fondo The Children’s Investment Fund (abbreviato in TCI) versa parte degli utili ad associazioni di beneficenza che lottano contro la povertà e le malattie nel terzo mondo. Il fondo è inoltre una delle 30 maggiori associazioni di beneficenza in Inghilterra e si occupa principalmente della lotta all’AIDS nei Paesi sottosviluppati.

Il suo fondo d’investimento gestisce oggi 18 miliardi di dollari, ma il suo patrimonio non è molto cospicuo: dona infatti gran parte dei suoi averi ad enti di beneficenza.

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