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Come analizzo il crollo della tech e dei mercati

Come analizzo il crollo della tech e dei mercati
· 4 min di lettura

I mercati stanno perdendo l'11% da ottobre e tutti gridano al crollo. Ma cosa sta accadendo davvero dietro le quinte? In realtà, dopo 18 mesi di duro lavoro sui miei nuovi progetti, sono felice di ritrovarvi per fare il punto della situazione. Oggi, analizzeremo a fondo questo calo brutale dei giganti della tecnologia e cercheremo di capire dove stiano andando i soldi. Condivido con voi la mia analisi della situazione, dagli indici americani fino al Bitcoin, passando per il petrolio.

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Il dubbio si insinua nella tecnologia

Da inizio ottobre, il Nasdaq ha perso quasi l'11%. È il cosiddetto crollo strisciante. In pratica, parliamo di una distruzione di valore enorme, ma piuttosto silenziosa. Il vero motivo? Gli investitori dubitano della redditività dell’intelligenza artificiale.

Prendiamo Apple, ad esempio. Vendono un’infinità di iPhone. È diventato un prodotto di massa pur essendo venduto a prezzi di lusso, e le persone sono disposte a indebitarsi per averlo. Eppure, il loro margine si sta abbassando leggermente. Si passa da un’aspettativa del 46,9% a una previsione intorno al 45%. Su un telefono da 1.000 €, sembra solo un dettaglio. Invece, su centinaia di miliardi di dollari, la differenza è colossale.

È la stessa cosa per Amazon. La loro divisione Cloud sta esplodendo con un +39%, ma spendono oltre 40 miliardi per tenere il passo. Di conseguenza, sorge spontanea la domanda: per quanto tempo reggerà questa crescita basata sul debito?

Le mie 3 osservazioni sui movimenti di capitale

Di fronte a questa tensione, ecco come si sta strutturando il mercato oggi:

  1. La fuga verso tassi più sicuri: Il denaro abbandona i titoli tecnologici come Alphabet o Intel. Gli investitori incassano i profitti e mettono al sicuro il proprio capitale nei titoli di Stato americani. Prestare soldi allo Stato a 10 anni con un buon rendimento rassicura molto.
  2. La rivincita dell’Europa: Mentre il Nasdaq crolla, il DAX e il CAC 40 stanno resistendo benissimo. I fondi disinvestiti dai giganti americani trovano nuove opportunità da noi. Si tratta di un’ottima prova di tenuta per i nostri titoli industriali.
  3. La fine dei beni rifugio tradizionali: L’oro ha perso quasi il 20%, la bolla è scoppiata. E il Bitcoin? Dopo aver toccato quota 80.000, l’hackeraggio di un’importante piattaforma ha calmato l’entusiasmo generale. Con una volatilità del 25% al mese, non è né stabile né rassicurante. Insomma, non si compra ancora casa pagando in criptovaluta.

La mia strategia per fronteggiare il ribasso

Sul Nasdaq, la tendenza è nettamente ribassista. Tutti i supporti stanno cedendo uno dopo l’altro. Dunque, non precipitatevi ad acquistare adesso.

Personalmente, mi dedico allo scalping. Compro su supporti molto solidi, ma rivendo in meno di 2 minuti. È semplicemente una questione di disciplina e di forma mentale.

La sfumatura importante: Aspetto di vedere la rottura al rialzo della trendline ribassista prima di riposizionarmi davvero in un’ottica d’acquisto. Uno scenario fantastico sarebbe un bel crollo fino a 27.500 questo venerdì, seguito da un vero rimbalzo. Attenzione però, resta uno scenario probabile, non una certezza. Bisogna sempre sapersi adattare al mercato.

Conclusione: Una buona notizia finale

Concludiamo con una nota lucida e ottimista. Il petrolio ha sfiorato la quota di 105 dollari, poi gli algoritmi hanno iniziato a vendere in massa, facendo crollare i prezzi del 10%. Le tensioni geopolitiche si stanno leggermente attenuando, soprattutto grazie alle trattative in corso. Il petrolio continua comunque a circolare liberamente.

In sintesi, un barile sotto i 100 dollari rappresenta un’ottima notizia per l’economia globale. Questo regala un po' di respiro a tutti e limita l’inflazione. Siate sempre prudenti, mantenete la disciplina, e ci rivediamo prestissimo per il seguito.

L'autore

Benoist Rousseau

Trader indipendente · Membro del CME e del CBOT

Benoist Rousseau è trader dal 1994 e membro del Chicago Mercantile Exchange (CME) e del Chicago Board of Trade (CBOT), dove detiene due seggi da membro individuale. Fondatore di Andlil.com nel 2010 e autore di Devenez Trader Pro (2016), ha formato centinaia di trader nella sua scuola di trading. Nella rubrica Analisi di sessione, prepara la seduta prima dell'apertura americana: livelli chiave dei futures, oro, petrolio e agenda macroeconomica, senza segnali né promesse.

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